16.06.2026 News Diritti e discriminazioni

Arghillà: quando la cura può fare la differenza

Ad Arghillà, le fragilità sociali sono un grande ostacolo per l’accesso ai servizi sanitari. Il nostro intervento.

Ad Arghillà, un quartiere alla periferia di Reggio Calabria, le fragilità sociali sono un grande ostacolo per l’accesso ai servizi sanitari.

Siamo presenti nella zona con attività sociosanitarie, rafforzando l’accesso alle cure e sensibilizzando la comunità sulla prevenzione e sui propri diritti.

Lo racconta il percorso di una nostra paziente, che grazie alla diagnosi precoce e alle cure tempestive, ha superato positivamente un tumore al seno.

Il quartiere di Arghillà

Nato negli anni ’90, a nord di Reggio Calabria, il quartiere di Arghillà affronta fragilità sociali a più livelli: sovraffollamento abitativo, famiglie numerose o composte esclusivamente da anziani, genitori single, giovani NEET, una forte incidenza di povertà strutturale, alti tassi di dispersione scolastica e analfabetismo tra gli adulti, disoccupazione, assenza di reti di protezione e fenomeni di discriminazione, in particolare verso persone migranti e verso la comunità rom.

Le conseguenze sulla salute della popolazione sono gravi. Le autorità sanitarie parlano di un’elevata incidenza di gravidanze precoci, infezioni sessualmente trasmesse, patologie oncologiche diagnosticate tardivamente, problematiche di salute mentale senza una presa in carico adeguata, scarsa copertura vaccinale, malnutrizione e obesità infantile e frequenti disturbi dell’accrescimento nei bambini.

Questa situazione si inserisce nella fragilità del sistema sanitario calabrese. Come approfondito nel nostro nuovo report, molti indicatori di salute rilevano gravi criticità nella Regione Calabria, soprattutto in ambito oncologico, con una mortalità per tumore superiore alla media nazionale e una bassa adesione ai programmi di screening.

Le disuguaglianze si acuiscono ancora di più ad Arghillà, dove la scarsità di mezzi pubblici, le difficoltà economiche, le barriere culturali e linguistiche unite alle discriminazioni, tagliano fuori la popolazione dall’accesso ai servizi sanitari, facendola sentire abbandonata dalle istituzioni.

Il nostro intervento

Siamo presenti ad Arghillà dal 2021, con attività sociosanitarie. L’obiettivo è di rafforzare l’accesso alle cure sanitarie, promuovere i diritti in materia di salute e sensibilizzare il sistema sanitario territoriale affinché adotti interventi specifici per i bisogni del territorio.

Il nostro intervento avviene all’interno della comunità. Con la nostra clinica mobile, il nostro team offre assistenza sanitaria di base, supporto alla salute mentale e alla salute sessuale e riproduttiva, educazione sanitaria, orientamento ai servizi, invio e accompagnamento verso le strutture sanitarie locali.

Grazie alla collaborazione con l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, i Consultori Familiari e il Centro di Medicina Solidale ACE, promuoviamo gli screening oncologici con un focus sulla salute sessuale e riproduttiva, come la diagnosi precoce del cancro della cervice uterina e del cancro della mammella.

“Sono viva grazie ai medici che mi hanno salvata”

Le barriere emotive e culturali possono scoraggiare le persone dal fare controlli. Lo sa bene il nostro team, che ha accompagnato durante tutto il percorso terapeutico una nostra paziente.

L’approccio graduale e non giudicante ha portato una donna di 61 anni, che aveva sempre rifiutato lo screening, a partecipare inaspettatamente ad una sessione di diagnosi precoce del tumore della mammella, organizzato a luglio del 2025. In quell’occasione, l’esame del seno da parte della nostra senologa ha identificato un quadro clinico sospetto.

Grazie alla collaborazione con un radiologo presente durante le sessioni di screening, è stato possibile effettuare subito l’ecografia che ha rivelato la presenza di masse bilaterali altamente sospette per tumore della mammella. Il nostro ha immediatamente contattato il servizio sanitario locale e accompagnato la donna, facilitando il tempestivo accesso al reparto di senologia dell’ospedale. Nel giro di due mesi, gli esami diagnostici sono stati completati ed è stato effettuato un intervento chirurgico e un ciclo di radioterapia, entrambi con esito positivo.

In seguito, la nostra paziente ha manifestato un significativo cambiamento di atteggiamento nei confronti delle attività di screening proposte, riconoscendone l’importanza e diventandone promotrice all’interno del quartiere.  

Le attività ad Arghillà sono sostenute da Fondazione Prosolidar, Fondazione Haiku Lugano e Enel Cuore.