Oggi, in Italia, la possibilità di curarsi dipende sempre più dal reddito, dal territorio in cui si vive e dalla capacità di aggirare liste d’attesa incompatibili con i tempi della malattia.
La rinuncia alle cure cresce percentualmente, il fenomeno della migrazione sanitaria continua a colpire i territori e le persone più fragili, l’accesso agli screening oncologici è caratterizzato da profonde disuguaglianze territoriali e sociali.
Giovedì 11 giugno, presso la Camera dei Deputati, abbiamo presentato il nostro nuovo report “La misura della disuguaglianza. Crisi del Servizio Sanitario Nazionale e divari nell’accesso alla prevenzione e alle cure oncologiche in Italia”, con il quale accendiamo i riflettori sulla crisi del Servizio Sanitario Nazionale.
Con un focus sull’oncologia, analizziamo il progressivo indebolimento della sanità pubblica, il crescente peso economico delle cure sui cittadini e le cittadine e le disparità nell’accesso alla prevenzione e ai percorsi oncologici tra Nord e Sud Italia, raccogliendo dati, analisi e testimonianze di pazienti, personale sanitario, associazioni, esperti ed esperte.
Un appello alla politica
Alla presentazione del report, sono intervenuti Elisa Visconti, direttrice di Medici del Mondo, Mario Braga, vicepresidente di Medici del Mondo, con l’On. Luana Zanella, Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera dei deputati, e Serenella Caravella, economista e ricercatrice SVIMEZ, moderati da Federica Pennelli, giornalista e co-autrice del report.
Un lavoro che vuole anche richiamare l’attenzione della politica tutta sulla necessità urgente di tornare a investire in modo strutturale nella sanità pubblica e di trovare soluzioni per risolvere le “disomogeneità territoriali che determinano disparità non più accettabili” (Sergio Mattarella, in occasione della Giornata mondiale delle Malattie rare, il 28 febbraio 2026).
Per l’occasione, lanciamo un appello alla politica: se si trovano risorse per altre priorità strategiche del Paese, devono esserci anche per il SSN.
“Per Medici del Mondo Italia la difesa della salute pubblica e del Servizio Sanitario Nazionale è il punto di partenza imprescindibile per poter parlare di salute universalistica, che non lasci indietro o esclusa nessuna persona. Oggi il tema del SSN riguarda tutte e tutti: riguarda chi rinuncia alle cure, chi deve spostarsi per curarsi, chi attendere mesi per una visita o un esame diagnostico, ma anche il personale sanitario che lavora in condizioni sempre più difficili. Per questo rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche, al di là delle appartenenze, affinché il diritto alla salute torni ad essere una priorità concreta dell’agenda pubblica. Se si trovano le risorse per aumentare altre voci strategiche di spesa, a partire da quelle militari, devono essere trovate anche quelle necessarie per garantire un Servizio Sanitario Nazionale realmente universale, accessibile ed efficace. Difendere il SSN significa difendere un diritto fondamentale e il principio stesso di coesione sociale del nostro Paese”, dichiara Elisa Visconti.
Leggi il report per approfondire.
