07.07.2026 Guerra in Ucraina Emergenze

Guerra russo-ucraina: perché è iniziata e cosa significa oggi

La guerra russo-ucraina non è iniziata nel 2022. Una spiegazione chiara delle cause, delle svolte principali e dell'impatto umanitario sulla popolazione civile.

Il 24 febbraio 2022, la Russia ha avviato un'invasione su larga scala dell'Ucraina. Quella data è nella memoria di tutti. Quello che molte persone non sanno è che la guerra russo-ucraina era già in corso da otto anni. Capire questa differenza è il primo passo per leggere il conflitto senza semplificazioni.

"Guerra in Ucraina" e "guerra russo-ucraina": perché la distinzione conta

Nei titoli dei giornali si parla spesso di "guerra in Ucraina", come se si trattasse di un conflitto scoppiato dal nulla nel febbraio 2022. La definizione più precisa è guerra russo-ucraina, perché indica chiaramente chi sono le parti in conflitto e quando è iniziato tutto: nel 2014, con l'annessione illegale della Crimea da parte della Russia e l'inizio del conflitto nel Donbass.

Questa distinzione non è solo terminologica. Ha conseguenze concrete su come si legge la cronologia degli eventi, su chi porta la responsabilità dell'escalation e su come si valutano le proposte di soluzione. Usare "guerra in Ucraina" come se fosse un fenomeno autonomo oscura il ruolo della Russia come parte aggressore riconosciuta dal diritto internazionale e da oltre 140 paesi all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU).

Cause e svolte principali: dalla Crimea all'invasione su larga scala

2013-2014: Euromaidan e l'annessione della Crimea

Tutto inizia nell'autunno del 2013, quando il presidente ucraino Viktor Yanukovich sospende le trattative per un accordo di associazione con l'Unione Europea. La decisione scatena mesi di proteste di massa a Kyiv, in piazza Maidan, sostenute da una parte significativa della società civile ucraina. Yanukovich fugge in Russia nel febbraio 2014.

Nel marzo 2014, forze militari russe senza insegne prendono il controllo della penisola di Crimea, territorio ucraino affacciato sul Mar Nero. La Russia organizza un referendum contestato dalla comunità internazionale e annette formalmente la Crimea. Nello stesso anno, gruppi separatisti filorussi, con supporto militare russo documentato dalla NATO (Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord) e dall'Ucraina, prendono il controllo di parti del Donbass, nelle regioni di Donetsk e Luhansk, nell'est del paese. Inizia un conflitto armato a bassa intensità che durerà otto anni e causerà oltre 14.000 morti, secondo i dati del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. 

2015-2021: gli accordi di Minsk e lo stallo

Nel 2015 vengono firmati gli accordi di Minsk II, mediati da Francia e Germania, che prevedono un cessate il fuoco e una soluzione politica per il Donbass. Ma gli accordi non vengono mai pienamente attuati e il conflitto resta attivo lungo la linea di contatto, con bombardamenti regolari su entrambi i lati. Nel frattempo, l'Ucraina rafforza la propria aspirazione all'integrazione europea e atlantica: nel 2019 il parlamento inserisce nella Costituzione l'obiettivo dell'adesione alla NATO e all'UE.

2022: l'invasione su larga scala

Il 24 febbraio 2022, la Russia lancia un'invasione su larga scala dell'Ucraina, con attacchi simultanei da nord (Bielorussia), est (Donbass) e sud (Crimea). L'obiettivo dichiarato è la "denazificazione" dell'Ucraina, formula priva di fondamento fattuale. Le forze russe tentano di prendere Kyiv nei primi giorni, falliscono e si ritirano verso est e sud. Da allora, il conflitto si stabilizza in una guerra di posizione che, a quattro anni dall'inizio dell'invasione su larga scala, non ha ancora trovato una soluzione negoziata.

Secondo il Centro per gli Studi Strategici e Internazionali (CSIS) di Washington, le forze russe hanno subito quasi 1,2 milioni di perdite dall'inizio dell'invasione su larga scala. L'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) ha documentato almeno 14.000 civili uccisi e oltre 36.000 feriti dal 24 febbraio 2022 a dicembre 2025. 

Impatto umanitario: salute, sfollamenti e accesso alle cure

La guerra russo-ucraina ha prodotto la più grave crisi umanitaria in Europa dalla Seconda guerra mondiale. A quattro anni dall'invasione su larga scala, i dati che descrivono la situazione sono sistematicamente peggiori di quelli dell'anno precedente.

Sfollamenti

Secondo l'UNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, dall'inizio dell'invasione su larga scala quasi 6,9 milioni di persone ucraine si sono registrate come rifugiate all'estero. Ulteriori 3,7 milioni sono sfollate all'interno del paese. In totale, circa un quarto della popolazione ucraina prima della guerra è stata costretta a lasciare la propria casa. Il 76% delle persone rifugiate ucraine all'estero è composto da donne e bambini.

Secondo l'Humanitarian Needs and Response Plan 2025 dell'OCHA, Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari, 12,7 milioni di persone in Ucraina necessitano di assistenza umanitaria. Di queste, 9,2 milioni hanno bisogno specifico di supporto sanitario. 

Il sistema sanitario sotto attacco

Dall'inizio dell'invasione su larga scala, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha documentato almeno 3.000 attacchi contro strutture e servizi sanitari in Ucraina, che hanno colpito ospedali, operatori sanitari, ambulanze e depositi di farmaci. Nel 2025, gli attacchi al sistema sanitario sono aumentati del 20% rispetto all'anno precedente. Il picco si è registrato nell'ultimo trimestre del 2025, con 184 episodi che hanno causato 12 morti e 110 feriti tra personale sanitario e pazienti. In quattro anni, 233 tra operatori sanitari e pazienti sono stati uccisi.

Secondo una valutazione dell’OMS condotta nel dicembre 2025, il 59% delle persone nelle aree di prima linea dichiara di avere una salute scarsa o molto scarsa, rispetto al 47% nelle aree non direttamente coinvolte nei combattimenti.  Questi quattro anni di guerra in Ucraina hanno reso difficile accedere alle cure.

Salute mentale e malattie croniche

Il 72% delle persone intervistate dall'OMS nell'ambito della stessa valutazione ha dichiarato di aver sofferto di ansia o depressione nell'ultimo anno, ma solo una su cinque ha cercato supporto. Un quarto della popolazione ucraina soffre di ipertensione in fase critica e l'80% segnala difficoltà nell'accesso ai farmaci per le malattie croniche.  

Come riportato dall'OCHA, gli attacchi alle infrastrutture energetiche aggravano ulteriormente la situazione sanitaria: tra dicembre 2024 e dicembre 2025, oltre il 70% delle infrastrutture energetiche ucraine è stato colpito, provocando interruzioni di elettricità, riscaldamento e acqua. A Kyiv, nel gennaio 2026, un bombardamento ha privato circa 600.000 residenti del riscaldamento con temperature sotto lo zero. 

Cosa fa Medici del Mondo in Ucraina e perché serve

Medici del Mondo opera in Ucraina con un approccio che risponde ai bisogni più difficili da raggiungere: le persone anziane nelle aree di prima linea, chi non riesce a raggiungere le strutture sanitarie rimaste operative, chi ha bisogno di supporto psicologico e non lo cerca.

Le attività principali includono: 

  • assistenza sanitaria primaria mobile nelle aree vicine al fronte, dove molte strutture sono state danneggiate o distrutte; 
  • programmi di telemedicina per raggiungere le aree più isolate; 
  • supporto psicosociale e salute mentale, con formazione rivolta agli operatori sanitari locali; 
  • assistenza alle persone con malattie croniche che faticano ad accedere ai farmaci e ai controlli regolari.

A quattro anni dall'inizio dell'invasione su larga scala, il sistema sanitario ucraino resiste ma non raggiunge tutti. Resiste perché migliaia di operatori sanitari ucraini continuano a lavorare in condizioni estreme. Non raggiunge tutti perché le infrastrutture sono danneggiate, i finanziamenti internazionali si contraggono e i bisogni aumentano. Il burnout tra il personale sanitario è documentato dall'OMS come una delle emergenze nell'emergenza. 

Medici del Mondo chiede che gli ospedali e le strutture sanitarie siano protetti in quanto obiettivi civili ai sensi del diritto internazionale umanitario, e che i finanziamenti alla risposta umanitaria non vengano tagliati proprio mentre i bisogni raggiungono i livelli più alti dall'inizio del conflitto. 

Approfondisci la presenza di Medici del Mondo sul campo in Ucraina e sostieni il nostro intervento: ogni contributo finanzia la presenza diretta sul campo, l'assistenza sanitaria, il supporto psicologico e i farmaci per le persone più vulnerabili.

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