Il 26 marzo, il Parlamento Europeo voterà in plenaria il Regolamento sui Rimpatri, che rischia di danneggiare gravemente la salute pubblica, minare la deontologia medica e scoraggiare le persone dal cercare cure essenziali.
Lo denunciano più di 1100 sanitari da 17 Paesi, firmatari di una lettera aperta, mettendo in chiaro che le misure proposte dal regolamento potrebbero favorire la profilazione razziale e trasformare i servizi pubblici essenziali, ospedali inclusi, in luoghi di applicazione delle norme sull’immigrazione, come già avviene negli Stati Uniti.
Una minaccia per la salute pubblica
Nella lettera, firmata da professionisti della salute quali medici, infermieri, ostetriche e psicologi, si esprimono forti preoccupazioni per le conseguenze del Regolamento.
Infatti, intensificherebbe le retate di polizia, la detenzione, anche di minori, e la deportazione di persone senza documenti in tutta Europa. Il timore di essere individuati e deportati porta già molte persone senza documenti a ritardare o evitare la ricerca di cure, con il risultato di condizioni di salute più gravi, costi di trattamento più elevati e maggiori rischi per la salute pubblica.
A rischio la deontologia medica
Gli impatti sulla deontologia medica sarebbero gravi, mettendo a rischio la tutela della riservatezza dei pazienti. Il regolamento potrebbe facilitare la condivisione di dati personali sensibili, incluse informazioni sanitarie, e potenzialmente introdurre obblighi di segnalazione delle persone prive di status legale.
La lettera evidenzia inoltre i danni alla salute causati dall’ampliamento della detenzione per motivi di immigrazione, inclusi l’aumento del rischio di malattie infettive, gravi problemi di salute mentale e patologie durature. Vengono sollevate anche preoccupazioni in merito ai piani di istituire centri di deportazione al di fuori dell’UE, con tutele limitate per l’accesso all’assistenza sanitaria e la protezione dei diritti fondamentali.
Insieme ai firmatari, chiediamo ai Membri del Parlamento europeo e al Consiglio d’Europa di respingere la proposta di regolamento e di assicurare che la salute pubblica e l’accesso alle cure non vengano sacrificati alle politiche migratorie.
Leggi la lettera.
