03.07.2026 Striscia di Gaza News

1000 giorni di conflitto a Gaza: un’infanzia perduta

Sono passati 1000 giorni dall'inizio della guerra a Gaza. Un rapporto delle Nazioni Unite evidenzia le conseguenze sui bambini.

A mille giorni dall’intensificarsi del conflitto a Gaza, riportiamo le conclusioni della Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite pubblicate nel giugno 2026.

Il rapporto documenta la portata delle violenze subite dai bambini e dalle bambine palestinesi e le loro conseguenze a lungo termine sulla loro salute, sul loro sviluppo e sulle loro condizioni di vita.

Una catastrofe umanitaria per i bambini

In un rapporto pubblicato il 23 giugno 2026, la Commissione d’inchiesta internazionale indipendente sul territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est, e in Israele del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite rileva che, tra il 7 ottobre 2023 e il 7 ottobre 2025, tra le bambine e i bambini palestinesi:

  • 20,179 sono uccisi, pari a circa il 2% dei bambini di Gaza;
  • 44,143 sono rimasti feriti;
  • Le bambine e i bambini rappresentano il 30% delle persone uccise e il 26% dei feriti;
  • Oltre 58.500 hanno perso uno o entrambi i genitori;
  • Tra i 17.000 e i 18.000 bambini sono separati o non accompagnati;
  • 21.000 bambini convivono con una disabilità acquisita dall’inizio del conflitto;
  • Gaza registra oggi la più alta percentuale al mondo di bambine e bambini amputati.

La Commissione sottolinea che queste cifre sono probabilmente sottostimate, poiché una parte dei decessi non è stata potuta essere documentata.

Un’infanzia perduta

Al di là dei numeri, il rapporto mette in evidenza un profondo deterioramento delle condizioni di vita dei bambini. La distruzione delle infrastrutture civili, in particolare delle scuole e delle strutture sanitarie, ha fortemente ridotto l’accesso all’istruzione, alle cure e agli spazi di protezione.

Le bambine e i bambini sono inoltre esposti in modo massiccio alla violenza, a ripetuti sfollamenti e alla perdita dei punti di riferimento familiari. Secondo l’UNICEF, già nel 2024 quasi tutti i bambini di Gaza necessitavano di sostegno per la salute mentale, in un contesto caratterizzato da un disagio psicologico generalizzato.

Le conclusioni della Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite

La Commissione conclude che i bambini e le bambine palestinesi sono stati colpiti in modo sistematico dalle operazioni militari e dalle condizioni di vita imposte nella Striscia di Gaza.

Il rapporto documenta in particolare:

  • ripetuti attacchi contro zone civili e infrastrutture essenziali;
  • effetti duraturi sulla salute fisica e mentale dei bambini;
  • casi di detenzione di minori in Cisgiordania, tra cui un numero record di detenzioni amministrative;
  • un danno strutturale allo sviluppo e alla sopravvivenza di un’intera generazione.

Il nostro intervento

In questo contesto, le nostre équipe proseguono le loro attività a favore dei bambini e delle loro famiglie, nonostante le condizioni di intervento estremamente limitate.

I nostri interventi comprendono:

  • un sostegno psicologico e psicosociale individuale e collettivo;
  • primo soccorso psicologico in situazioni di crisi;
  • l’accompagnamento di bambini e adolescenti colpiti dalla detenzione, dalle violenze e dagli sfollamenti;
  • attività ricreative e terapeutiche per i bambini e i loro caregiver;
  • il rafforzamento delle competenze degli operatori sanitari, del personale educativo e degli attori comunitari.

Chiediamo la protezione dei civili, il rispetto del diritto internazionale umanitario, un cessate il fuoco duraturo ed effettivo e un accesso umanitario sicuro, rapido e senza ostacoli a Gaza.