Sensibilizzazione e prevenzione: sabato 11 aprile torna ad Arghillà, Reggio Calabria, il Villaggio della Salute in collaborazione con le associazioni sul territorio, presso il Polo Sanitario di Prossimità ACE.
Una giornata pensata per la comunità di Arghillà, un quartiere in cui l’accesso alla salute rimane una grande sfida. Durante l’evento, sarà possibile effettuare visite mediche, ecografie e partecipare a momenti di sensibilizzazione grazie alla presenza della nostra clinica mobile e dei gazebo dedicati.
Il Villaggio della Salute
Per la seconda edizione del Villaggio della Salute, ci sarà l’occasione di effettuare visite senologiche, ecografie mammarie, sensibilizzazione sui rischi da infezioni sessualmente trasmesse, screening citologico per la diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero, screening del tumore del colon retto, ipertensione, diabete, obesità, educazione nutrizionale, e molto altro.
L’evento è in collaborazione con il Dipartimento tutela della salute e politiche sociali della Regione Calabria, l’ASP di Reggio Calabria e il Centro Screening Oncologici. Con il patrocinio dell’ASP e il Comune di Reggio Calabria.
L’obiettivo è di promuovere una maggiore cultura della prevenzione e sensibilizzare su un maggior utilizzo e accesso ai programmi per la diagnosi precoce, nell’ambito dei Programmi Nazionali e Regionali di screening oncologici. Grazie all’ASP, si sta inoltre sensibilizzando la popolazione di Arghillà, attraverso il progetto JACARDI, per la prevenzione del rischio di diabete e di malattie cardiovascolari.
L’accesso sarà gratuito e libero per tutte le persone residenti nel quartiere. Nel pomeriggio saranno organizzate attività pensate per la popolazione giovane.
“Siamo molto felici di poter organizzare ad Arghillà questa iniziativa: sarà un’opportunità per le persone che vivono nel quartiere di prendersi cura della propria salute, parlare di stili di vita sani e conoscere le possibilità di prevenzione e screening presenti sul territorio. Desidero ringraziare tutte le realtà del territorio che hanno collaborato con noi con grande professionalità e invito tutti i residenti del quartiere, adulti e bambini, a partecipare a questa grande festa che mette al centro l’importanza della cura e della prevenzione”, racconta Mourad Boudhil, il nostro coordinatore territoriale.
Il quartiere di Arghillà
Ad Arghillà vive una comunità di oltre 6.000 abitanti, molti dei quali vivono sotto la soglia di povertà e con enormi difficoltà quotidiane nell’accesso ai servizi sanitari. Siamo presenti nel quartiere dal 2022 con progetti orientati a garantire il diritto alla salute e il benessere psicosociale delle persone residenti, sensibilizzando la comunità sull’importanza della cura e della prevenzione.
Grazie alla nostra clinica mobile, nel corso del 2025 si sono potute realizzare 303 visite mediche tra cui 75 screening per il cancro al seno e 14 per il cancro al collo dell’utero (questi ultimi grazie alla collaborazione con il consultorio familiare Gebbione); 189 persone visitate sono state inviate al Centro di Medicina Solidale ACE per visite specialistiche dimostrando ancora una volta l’importanza di un lavoro nella comunità per avvicinare le persone ai servizi sanitari territoriali.
La situazione sanitaria in Calabria
La difficile situazione sanitaria di Arghillà si inserisce in un contesto più ampio regionale molto critico. La salute in Calabria rappresenta un’emergenza da molti anni, ancora prima della pandemia da COVID-19. Nella regione si registra la più bassa spesa sanitaria pro capite corrente (ossia per le retribuzioni del personale, acquisto di farmaci e dispositivi medici) con un valore di 1.748 euro a fronte di una media nazionale di 2.140 euro.
Per quanto riguarda i programmi di screening, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Screening (ONS) relativi al 2024, l’adesione allo screening per il tumore della cervice uterina si attesta al 15,4%, rispetto al dato medio nazionale del 42%.
Sempre in Calabria, risulta bassa la quota di donne che hanno effettuato lo screening mammografico su iniziativa organizzata: solamente il 22.1% del totale rispetto al dato nazionale del 53,8%. Scende al 5,2% la quota di cittadini calabresi che hanno effettuato lo screening per il tumore al colon-retto – seconda causa più frequente di decesso per patologie oncologiche – nell’ambito di un programma organizzato dall’Azienda Sanitaria (media nazionale 35,8%).
L’oncologia è fra le discipline che più alimentano la migrazione sanitaria: secondo il report SVIMEZ del 2024[1], annualmente la mobilità oncologica passiva interessa, in volume di ricoveri, oltre 600mila pazienti. Di questi, 2 su 5 è residente in una Regione del Sud. Le Regioni dalle quali si “fugge” di più sono la Calabria e la Campania: in un solo anno, 6mila pazienti oncologici calabresi e campani hanno ricevuto assistenza fuori dai confini regionali
[1] SVIMEZ – Rapporto "Un paese due cure. I divari nord-sud nel diritto alla salute": Biodiritto
