Ripristinata dall’amministrazione americana il 24 gennaio 2025, la Global Gag Rule (Mexico City Policy) vieta alle organizzazioni che ricevono finanziamenti statunitensi di praticare o anche solo fornire informazioni sull’aborto.
Il 26 febbraio 2026, entra in vigore una nuova estensione di questa normativa, che amplia le condizioni di accesso ai fondi includendo il divieto di “promuovere” azioni legate ai diritti delle persone LGBTQIA+ e alle politiche di diversità, equità e inclusione.
Questa misura avrà un impatto grave sulla salute, i diritti e la vita di milioni di persone nel mondo. Soffoca i sistemi sanitari, censura le informazioni mediche e costringe le organizzazioni a una scelta impossibile: rinunciare a fornire cure essenziali oppure perdere i finanziamenti.
Un attacco al diritto alla salute
L’estensione della Global Gag Rule, o “regola del bavaglio globale”, rappresenta una minaccia senza precedenti nelle politiche statunitensi per i diritti e la salute delle persone più vulnerabili.
Le associazioni finanziate dagli USA, già impossibilitate a fornire informazioni riguardanti l’interruzione volontaria di gravidanza, saranno ora obbligate anche a non affrontare questioni relative ai diritti delle persone LGBTQIA+ o alle politiche di diversità, equità e inclusione.
“La Global Gag Rule è un attacco feroce al diritto alla salute, all’informazione e alla libertà di espressione, e mette all’angolo le organizzazioni della società civile e quelle che si occupano di cooperazione internazionale attraverso un ricatto economico potente. Fortunatamente, la Commissione Europea ha dato un segnale che pare andare nella direzione opposta proprio ieri, approvando la proposta presentata da MyVoice My Choice di istituire un fondo europeo che permetta di avere accesso all’aborto sicuro in tutti i paesi dell’UE. La salute deve rimanere un diritto inviolabile e non una merce di scambio politico", ha dichiarato Elisa Visconti, Direttrice di Medici del Mondo Italia.
Oltre alle organizzazioni direttamente finanziate, questa nuova regola potrebbe riguardare anche enti internazionali e multilaterali (incluse le agenzie ONU), che ricevono fondi dagli Stati Uniti prima di redistribuirli a strutture o programmi sanitari o di tutela dei diritti umani che includono attività a favore delle persone LGBTQIA+, della diversità, dell’equità e dell’inclusione.
Questa misura conferma ancora una volta la trasformazione dell’aiuto umanitario in un mezzo di pressione ideologica.
