Da tre anni il Sudan è dilaniato da una guerra civile portata avanti con una violenza senza precedenti. 13 milioni di persone sono state sfollate, costrette a fuggire dai combattimenti.
La situazione umanitaria è catastrofica. Per rispondere alle necessità della popolazione abbiamo avviato attività sanitarie in Darfur, nella parte occidentale del Paese.
La situazione in Darfur
Il Darfur è una delle zone più duramente colpite dalle conseguenze del conflitto. Milioni di sfollati in zone aride e di difficile accesso sopravvivono in condizioni catastrofiche. La popolazione deve affrontare la carestia – con quasi 5 milioni di bambini e donne incinte o che allattano che soffrono di malnutrizione acuta – e le epidemie, mentre l’80% dei servizi sanitari di base non è più operativo.
Per far fronte a questa drammatica situazione, abbiamo assunto la gestione completa di una clinica nel campo profughi di Dar Omo, che ospita 45.000 persone. In questa zona geograficamente isolata, caratterizzata da notevoli difficoltà logistiche, siamo uno dei pochi operatori a mantenere una presenza attiva.
Il nostro intervento
“Dall’apertura della clinica, Medici del Mondo effettua circa 200 visite al giorno, principalmente per cure sanitarie di base: nutrizione e vaccinazioni. Attualmente, il 50% delle visite pediatriche riguarda patologie prevenibili come la polmonite o la diarrea.
Ci stiamo preparando anche alla gestione di epidemie come il morbillo o il colera, endemico in questa regione durante la stagione delle piogge, da giugno a settembre”, spiega Marie Laure Herdhuin, responsabile delle operazioni di emergenza per Medici del Mondo.
Con oltre 80 dipendenti locali, la clinica garantisce l’accesso all’assistenza sanitaria di base, all’assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, alla prevenzione e alla risposta alle epidemie e alla cura della salute mentale.
