13 febbraio - Il ciclone Gezani, che ha colpito il Madagascar nella serata di martedì, ha causato, secondo i primi bilanci ufficiali, almeno 20 morti, 33 feriti e 15 dispersi, oltre a ingenti danni materiali. Le squadre di Medici del Mondo presenti sul posto si stanno preparando a intervenire per portare soccorso alla popolazione. Le inondazioni e la distruzione delle infrastrutture fanno temere una possibile recrudescenza di epidemie, in particolare il colera.
Il Madagascar è tra i Paesi più poveri al mondo e si trova ad affrontare numerose sfide: accesso limitato all’acqua potabile, elevati rischi ciclonici e crisi sanitarie ricorrenti. Inoltre, è stata dichiarata un’epidemia di Mpox dalle autorità già nel dicembre 2025.
“Tamatave, la seconda città del Paese, dove si trova una delle basi di Medici del Mondo in Madagascar, è stata particolarmente colpita. I nostri colleghi sul campo riportano gravi distruzioni e allagamenti. Le strade e alcuni mezzi di comunicazione sono interrotti, non c’è più elettricità né acqua. L’urgenza sarà rispondere ai bisogni vitali immediati: fornire cure alle popolazioni colpite, rifornire i centri sanitari e lavorare con le autorità locali per coordinare la risposta. Già prima del passaggio del ciclone, le strutture sanitarie segnalavano numerose carenze di forniture mediche. Di fronte ai rischi epidemici e a malattie come diarrea, febbre e malaria, è fondamentale rafforzare l’accesso all’igiene e i messaggi di prevenzione. Le autorità stimano che l’80% della città sia stato colpito; temiamo il peggio, mentre il rischio di epidemie aumenta”, spiega Anne Cheyron, responsabile del Polo Africa per Medici del Mondo.
Medici del Mondo è presente in Madagascar dal 1986. I membri dello staff presente a Tamatave, la città più colpita dal ciclone, sono sani e salvi, ma sotto shock. Le squadre si stanno preparando a fornire una risposta adeguata il prima possibile per aiutare l’intera popolazione colpita.
Medici del Mondo in Madagascar
Presente nel Paese dal 1986, l’intervento di Medici del Mondo si declina in diverse forme: risposte d’emergenza alla crisi sanitaria e nutrizionale, miglioramento dell’offerta in salute sessuale e riproduttiva e riduzione dei rischi per i lavoratori e le lavoratrici del sesso.
