MEDICI DEL MONDO INSIEME A PIÙ DI 1100 PROFESSIONISTI DELLA SALUTE DA 17 PAESI CHIEDE ALL’UE DI RESPINGERE LA NUOVA LEGGE SUI RIMPATRI
25 marzo 2026 - A un giorno dal voto in plenaria del Parlamento europeo, i professionisti della salute di tutta l’Unione invitano i legislatori a respingere la proposta sul Regolamento sui Rimpatri. Tale normativa potrebbe infatti danneggiare gravemente la salute pubblica, minare la deontologia medica e scoraggiare le persone dal cercare cure essenziali.
In una lettera aperta lanciata oggi da Medici del Mondo e firmata da più di 1100 professionisti della salute di 17 Paesi (anche non UE) — tra cui medici, infermieri, ostetriche, psicologi e altri operatori sanitari — i firmatari esprimono preoccupazione per una proposta che intensificherebbe le retate di polizia, la detenzione — anche di minori — e la deportazione di persone senza documenti in tutta Europa.
I firmatari sottolineano che le misure proposte potrebbero favorire la profilazione razziale e trasformare i servizi pubblici essenziali — ospedali inclusi — in luoghi di applicazione delle norme sull’immigrazione, come già avviene negli Stati Uniti. Secondo la lettera, il timore di essere individuati e deportati porta già molte persone senza documenti a ritardare o evitare la ricerca di cure, con il risultato di condizioni di salute più gravi, costi di trattamento più elevati e maggiori rischi per la salute pubblica.
I professionisti della salute sollevano inoltre preoccupazioni sull’impatto sulla deontologiamedica, in particolare sulla tutela della riservatezza dei pazienti. Il regolamento potrebbe facilitare la condivisione di dati personali sensibili, incluse informazioni sanitarie, e potenzialmente introdurre obblighi di segnalazione delle persone prive di status legale.
La lettera evidenzia inoltre i danni alla salute derivanti dall’ampliamento della detenzione per motivi di immigrazione, inclusi l’aumento del rischio di malattie infettive, gravi problemi di salute mentale e patologie durature. Vengono sollevate anche preoccupazioni in merito ai piani di istituire centri di deportazione al di fuori dell’UE, con tutele limitate per l’accesso all’assistenza sanitaria e la protezione dei diritti fondamentali.
I firmatari chiedono ai Membri del Parlamento europeo e al Consiglio di respingere la proposta di regolamento e di assicurare che la salute pubblica e l’accesso alle cure non vengano sacrificati alle politiche migratorie.
Note per la redazione:
- Il Regolamento sui Rimpatri è stato proposto per la prima volta dalla Commissione europea nel marzo 2025. Nel dicembre 2025, il Consiglio dell’UE ha ulteriormente inasprito le disposizioni punitive e introdotto un nuovo articolo 23a per autorizzare irruzioni nelle abitazioni alla ricerca di persone senza documenti, nonché in “altri luoghi rilevanti” — che potrebbero includere rifugi gestiti da enti caritativi e abitazioni di cittadini “sospettati” di ospitare una persona senza documenti.
- Il 9 marzo, la Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo ha votato su una bozza basata su una versione alternativa presentata dal Partito Popolare Europeo (PPE) e sostenuta da gruppi di estrema destra, tra cui Europe of Sovereign Nations (ESN), European Conservatives and Reformists (ECR) e Patriots for Europe (PfE).
- Il 26 marzo il Parlamento europeo voterà in plenaria la propria posizione negoziale. Seguiranno i negoziati finali (i cosiddetti triloghi) con il Consiglio dell’UE e la Commissione europea per concordare il testo definitivo.
- Il regolamento entrerebbe in vigore due anni dopo l’adozione, nonostante sia stato presentato come “urgente”. Tuttavia, le disposizioni finalizzate a esternalizzare le deportazioni — come i “return hubs” al di fuori dell’UE — potrebbero essere attuate immediatamente.
- Nel settembre 2025, oltre 250 organizzazioni, tra cui la Rete Internazionale di Medici del Mondo, hanno chiesto di respingere la bozza di regolamento.
- Il 29 gennaio, 16 Relatori Speciali delle Nazioni Unite ed esperti di diritti umani hanno inviato una lettera alle istituzioni dell’UE, avvertendo che la proposta di regolamento potrebbe compromettere i diritti fondamentali, incluso il diritto alla salute.
- La Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha inoltre presentato le proprie Osservazioni sul Regolamento sui Rimpatri dell’UE, evidenziando criticità in materia di non‑refoulement, aumento dell’uso della detenzione e istituzione di return hubs.
