20.07.2026 Emergenze

Venezuela: rischio di focolai infettivi

A causa del terremoto, in Venezuela c'è il rischio della diffusione di malattie infettive, soprattutto tra la popolazione sfollata. Come stiamo intenvenendo.

Dopo un terremoto, terminate le operazioni di ricerca e soccorso, inizia un’altra corsa contro il tempo: evitare che la crisi si trasformi in un’emergenza sanitaria. Le migliaia di persone che hanno perso la propria casa e vivono in rifugi improvvisati affrontano un rischio elevato di malattie infettive se non viene ripristinato al più presto l’accesso all’acqua potabile, ai servizi igienico-sanitari e all’assistenza sanitaria di base. 

È quello che sta succedendo in Venezuela, dove i nostri team stanno facendo di tutto per garantire l’assistenza sanitaria primaria e prevenire l’insorgenza di infezioni.

Rischio di focolai infettivi

Dopo un terremoto, la distruzione delle infrastrutture, l’interruzione della fornitura di acqua e il sovraffollamento di migliaia di persone favoriscono la comparsa di malattie infettive. In queste condizioni, aumentano in particolare le infezioni respiratorie, le malattie diarroiche legate all’acqua contaminata e le infezioni cutanee, come la scabbia o l’impetigine. Inoltre, quando i programmi di vaccinazione o i servizi sanitari vengono interrotti, cresce anche il rischio di focolai di malattie prevenibili, soprattutto tra la popolazione infantile. 

In questo momento, il principale focolaio di trasmissione si trova negli alloggi temporanei o nei campi di accoglienza, dove si registra un’alta densità di persone in spazi ridotti”, spiega Andrey Escalona, coordinatore medico di Medici del Mondo in Venezuela. 

L’accesso all’acqua sicura rappresenta uno dei fattori più importanti per prevenire una seconda emergenza. L’acqua è essenziale non solo per bere, ma anche per cucinare, mantenere un’adeguata igiene personale ed evitare la diffusione di malattie diarroiche. Allo stesso tempo, l’accumulo di macerie, rifiuti e materiali in decomposizione, insieme alle difficoltà nella gestione dei servizi igienico-sanitari, crea un contesto favorevole alla comparsa di nuovi focolai. 

La nostra risposta 

Mentre gran parte della risposta iniziale si concentra sull’assistenza ospedaliera e sulle operazioni di soccorso, abbiamo individuato una significativa carenza nell’assistenza sanitaria primaria, fondamentale per evitare che problemi di salute comuni si trasformino in una crisi più ampia.

Migliaia di persone avranno bisogno, nelle prossime settimane, di continuare ad accedere a visite mediche, farmaci, assistenza materno-infantile, salute mentale e supporto psicosociale. Per questo, stiamo concentrando il nostro intervento sul sostegno ai centri sanitari che possono restare operativi, sul rafforzamento dell’assistenza sanitaria negli insediamenti temporanei, sulla prevenzione delle malattie infettive e sulla garanzia della continuità dei servizi sanitari essenziali.

Stiamo portando avanti una risposta nell’ambito della salute mentale, rivolta sia alle persone che sono state in prima linea nelle operazioni di soccorso, come personale sanitario, soccorritori e militari, sia alla popolazione, attraverso sessioni individuali.