La salute sessuale e riproduttiva è un diritto umano fondamentale. In Italia, chi cerca informazioni su questi temi si scontra spesso con contenuti imprecisi, servizi difficili da raggiungere e un silenzio istituzionale che non aiuta nessuno. Qui facciamo chiarezza: su cosa si intende per salute sessuale e riproduttiva, su cosa prevede la legge, su come funzionano i servizi disponibili e su dove si trovano le barriere reali. Siamo un'organizzazione sanitaria che lavora ogni giorno perché tutte le persone possano accedere a cure e diritti, senza distinzioni.
Salute sessuale e riproduttiva: cosa significa davvero
La salute sessuale e riproduttiva, che si può indicare con la sigla in inglese SRHR (Sexual and Reproductive Health and Rights), indica l'insieme di condizioni, diritti e servizi che permettono a ogni persona di vivere la propria sessualità e le proprie scelte riproduttive in modo libero, informato e sicuro.
La definizione adottata dalla Commissione Guttmacher-Lancet, che Medici del Mondo ha fatto propria, è precisa: la salute sessuale e riproduttiva è un concetto onnicomprensivo che include il benessere fisico, emotivo, psicologico e sociale in relazione alla sessualità e alla riproduzione, e non si limita alla sola assenza di malattia o disfunzione.
Implica il diritto di ogni persona di prendere decisioni sul proprio corpo, di accedere ai servizi e di decidere se, quando e quanto riprodursi e di vivere la propria vita sessuale in maniera piacevole, sicura e libera da coercizioni, discriminazioni e violenze. In pratica significa:
- accesso alla contraccezione
- all'interruzione volontaria di gravidanza (IVG)
- alla prevenzione e al trattamento delle infezioni sessualmente trasmissibili
- all'educazione sessuale
- agli screening oncologici
- al supporto durante la gravidanza e il parto
- accesso alle cure per l'infertilità
- prevenzione dalla violenza di genere.
Tutti questi punti non riguardano solo le donne o gruppi determinati. Non sono neanche argomenti confinati a certi momenti della vita. Il discorso è invece ampio e trasversale e riguarda tutte le persone in ogni fase della vita e in tutti e tre i domini centrali della salute fisico, mentale e sociale identificati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
La situazione italiana
Nonostante questo quadro internazionale solido, i diritti SRHR restano fragili in molti contesti, Italia compresa. L'Italia, secondo l'European Combined SRHR Ranking Atlas 2020-2023, con un punteggio complessivo di 74,5 su 100 si posiziona al 16° posto su 44 paesi della regione europea dell'OMS per salute sessuale e riproduttiva, con un punteggio complessivo di 74,5 su 100.
IVG: percorsi, metodi e dove trovare informazioni affidabili
L’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) è un servizio sanitario garantito dal Servizio Sanitario Nazionale e rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che dovrebbero essere assicurati in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Nonostante questo, ogni anno emergono delle disparità regionali che dimostrano che l'uniformità non è, di fatto, garantita.
In Italia può avvenire con il metodo farmacologico fino alla 9a° settimana mentre con il metodo chirurgico fino alla 12a°. Il metodo farmacologico, che utilizza il mifepristone (RU486) seguito dal misoprostolo è considerato sicuro ed efficace dall'OMS fino alla 12a° settimana. Questo sottolinea quanto l'Italia si mostri arretrata rispetto alle indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
I consultori familiari dovrebbero rappresentare un punto di accesso privilegiato per l’IVG, sia per l’informazione sia per l’accompagnamento nel percorso. Tuttavia, solo tre regioni (Emilia-Romagna, Toscana e Lazio) consentono la somministrazione della prima pillola abortiva nei consultori: nel resto d'Italia le persone vengono ricondotte agli ospedali, con tempi più lunghi, maggiori costi da sostenere per lo spostamento e maggiore esposizione allo stigma.
Questo assetto si discosta dalle linee guida internazionali (del 2023) che confermano che l'IVG farmacologica può essere effettuata in autonomia a domicilio o con il supporto della telemedicina. In Italia, nonostante le indicazioni operative dell'Istituto Superiore di Sanità del 2023, non viene fatta in telemedicina né in autonomia.
Il percorso IVG è reso più complesso dalla presenza di personale obiettore di coscienza, diritto garantito dall’articolo 9 della legge 194. L'obiezione di coscienza ha raggiunto il 60,5% delle ginecologhe e dei ginecologi, come rilevato nel 2022 dal Ministero della Salute, diventando un ostacolo strutturale all'accesso ai servizi.
Il confronto con l'Europa
Nel 2022, solo il 52% delle IVG in Italia è avvenuto con metodo farmacologico. In Francia la quota è del 78%, in Inghilterra dell'86%, nei Paesi scandinavi del 90%. Non è un divario tecnico: è un divario politico. Puoi approfondire con l’uso della pillola abortiva: cos'è e come funziona
Diritti e accesso ai servizi in Italia: il quadro reale
Il sistema italiano di tutela della salute sessuale e riproduttiva si regge su due pilastri principali: la Legge 194 del 1978, che disciplina l'interruzione volontaria di gravidanza, e i consultori familiari, istituiti con la Legge 405 del 1975. Entrambi esistono, ma sono progressivamente indeboliti.
I consultori: una rete che si assottiglia
I consultori familiari sono il presidio di primo riferimento per chi cerca orientamento su contraccezione, gravidanza, salute sessuale e IVG. La legge prevede un consultorio ogni 20.000 abitanti: la media nazionale reale è 0,6 ogni 20.000, ovvero circa uno ogni 33.000 persone. Nel 2022 il numero di consultori pubblici è sceso da 1.871 a 1.819. Quando presenti, le carenze di personale ne limitano spesso l'orario di apertura e i servizi erogati.
L'obiezione di coscienza come ostacolo strutturale
L'obiezione di coscienza è un diritto garantito dall’articolo 9 della legge 194, ma quando raggiunge il 60,5% delle ginecologhe e dei ginecologi, come rilevato nel 2022 dal Ministero della Salute, diventa un ostacolo strutturale all'accesso ai servizi. Nei consultori l'obiezione è addirittura più alta e questo porta le persone a dover abortire in ospedale aumentando tempo, costi ecc.Solo tre regioni (Emilia-Romagna, Toscana e Lazio) consentono la somministrazione della pillola abortiva nei consultori: nel resto d'Italia le persone vengono ricondotte agli ospedali, con tempi più lunghi, maggiori costi da sostenere per lo spostamento e maggiore esposizione allo stigma.
Contraccezione, IST e salute sessuale: il resto del quadro
La salute sessuale e riproduttiva non si riduce all'IVG. Una parte rilevante del perimetro SRHR riguarda prevenzione, contraccezione, diagnosi precoce e informazione: ambiti in cui l'Italia accumula ritardi significativi, spesso legati alla mancanza di educazione sessuale strutturata e all'accesso diseguale ai servizi.
Contraccezione
Secondo i dati 2024 UNFPA Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione nel mondo, 259 milioni di persone che vogliono evitare una gravidanza non usano metodi contraccettivi moderni. In Italia, l'assenza di rimborso sistematico da parte del SSN per la maggior parte dei contraccettivi scarica i costi sulle persone e crea una disparità che penalizza chi ha meno risorse. I consultori dovrebbero essere i luoghi dove la contraccezione dovrebbe essere prescritta e monitorata: la loro carenza riduce anche l’accesso a questo servizio.
Infezioni sessualmente trasmesse
I casi di IST in Italia sono aumentati del 17,6% nel 2021 rispetto al 2020. Le nuove diagnosi di HIV sono salite a 2.349 nel 2023, con il 60% dei casi rilevati in fase tardiva: dato superiore alla media dell'Europa occidentale, che si attesta al 46%. La fascia più colpita è tra i 25 e i 39 anni. Con una diagnosi tardiva si hanno conseguenze e livello clinico della singola persona, ma diventa anche un problema di salute pubblica: una diagnosi tempestiva, invece, riduce anche la trasmissione.
Salute sessuale dei giovani e mancanza di educazione sessuo-affettiva
Medici del Mondo a Milano lavora con le persone tra 14 e 25 anni in scuole, università e spazi di aggregazione. I dati tra i giovani sono allarmanti: l'assenza di educazione sessuo-affettiva strutturata espone le persone più giovani a disinformazione, stigma e rischi evitabili.
Screening oncologici
La prevenzione del cancro al collo dell'utero, del seno e di altri tumori dell'apparato riproduttivo fa parte integrante della salute sessuale e riproduttiva. Ogni anno 340.000 persone muoiono nel mondo per cancro cervicale, malattia in gran parte prevenibile con vaccino e screening. In Italia l'accesso varia per reddito, area geografica e condizione di residenza. Il cancro al collo dell’utero è correlato al Papilloma Virus HPV: qui puoi scoprire perché l’HPV non è solo una questione femminile.
Cosa fa Medici del Mondo su salute sessuale e diritti riproduttivi
Medici del Mondo lavora sulla salute sessuale e riproduttiva sia in Italia sia in contesti internazionali di crisi. Il nostro approccio non è assistenziale ma è basato su diritti, advocacy e presenza diretta nei contesti dove le barriere sono più alte.
A Milano, il progetto porta sportelli SRHR fissi e itineranti, tramite clinica mobile, nelle periferie della città, negli istituti scolastici e negli spazi di aggregazione giovanile. Offre consulenze psicologiche e sessuologiche gratuite, counseling, educazione sessuo-affettiva e orientamento ai servizi. Durante le attività, Medici del Mondo raccoglie dati che alimentano l'attività di advocacy verso le istituzioni.
Sul piano nazionale, Medici del Mondo monitora e documenta lo stato dell'accesso all'IVG attraverso report annuali regionali. Nel report del 2025, "Aborto senza numeri", analizziamo la mancanza di dati aperti come problema strutturale che penalizza sia chi monitora i diritti sia chi cerca informazioni. Raccogliere dati disaggregati per regione è uno strumento di accountability, non un esercizio burocratico.
Nel mondo, la rete internazionale di Médecins du Monde è attiva in oltre 35 paesi. In contesti di conflitto, dall'Ucraina alla Repubblica Democratica del Congo, la salute sessuale e riproduttiva è tra le prime vittime dell'emergenza: i servizi collassano, le gravidanze indesiderate aumentano, le violenze sessuali legate al conflitto rimangono in larga parte senza risposta.
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