02.11.2026 Salute sessuale e riproduttiva

Infezioni sessualmente trasmesse: sintomi e prevenzione

Le malattie sessualmente trasmissibili sono in aumento in Italia, spesso senza sintomi. Come riconoscerle, dove fare il test e cosa funziona davvero per prevenirle.

Le malattie sessualmente trasmissibili, oggi chiamate più correttamente infezioni sessualmente trasmesse (IST), stanno aumentando in Italia. Lo dicono i dati più recenti dell'Istituto Superiore di Sanità, diffusi a settembre 2026: quasi 8.000 segnalazioni nel 2024, il 12% in più rispetto all'anno precedente. Ma la maggior parte di queste infezioni non dà alcun sintomo, ed è proprio questo il problema più difficile da affrontare. Qui trovi informazioni chiare su cosa sono le IST più comuni, come riconoscerle quando è possibile, dove fare il test e cosa funziona davvero per prevenirle, senza giudizio e senza allarmismo.

Cosa sono le infezioni sessualmente trasmesse

Le infezioni sessualmente trasmesse sono causate da batteri, virus o parassiti che si trasmettono principalmente attraverso rapporti sessuali, con o senza penetrazione. In passato venivano chiamate malattie veneree, poi malattie sessualmente trasmissibili (MST): oggi la comunità scientifica preferisce parlare di infezioni sessualmente trasmesse, perché il termine descrive meglio la realtà clinica.

La differenza tra infezione e malattia non è solo terminologica. Una persona può contrarre un'infezione e non sviluppare mai sintomi né conseguenze cliniche evidenti, pur potendo comunque trasmetterla ad altre persone. Parlare di infezione, invece che di malattia, aiuta a rendere conto di questa possibilità e riduce lo stigma legato a un'etichetta che evoca automaticamente sofferenza o colpa.

Gli agenti coinvolti sono diversi: batteri come clamidia, gonorrea e sifilide, i virus delle epatiti B e C, virus come HIV, papillomavirus, ed herpes simplex, parassiti come la tricomoniasi. Ognuno ha caratteristiche, decorso e terapie diverse, ma tutti condividono la stessa via di trasmissione e la stessa importanza della prevenzione.

Le infezioni più comuni in Italia oggi

I dati dei due sistemi di sorveglianza sentinella coordinati dall'Istituto Superiore di Sanità, aggiornati a settembre 2026, fotografano un quadro in crescita, soprattutto per le infezioni batteriche. L'aumento evidenziato in Italia dai dati dell'ISS è dovuto anche al maggior numero di persone che si sono sottoposte ai test, con un aumento delle diagnosi.

La clamidia è l'infezione che cresce di più: +41,5% nel 2024 rispetto al 2023, con un aumento del 61,2% tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. È spesso asintomatica e, se non trattata, può causare complicazioni alla fertilità.

La gonorrea ha raggiunto nel 2024 il massimo storico, con 1.555 segnalazioni, un numero quintuplicato rispetto al 2010. Anche in questo caso i sintomi possono essere assenti o lievi, soprattutto nelle donne.

La sifilide ha registrato 695 casi nel 2024. È in crescita anche nelle fasce d'età più adulte, un dato che sfata l'idea che le IST riguardino solo le persone più giovani.

L'herpes genitale segue lo stesso andamento in salita nelle fasce d'età più mature, insieme alla sifilide.

A queste si aggiungono l'HPV e l'HIV, due infezioni sessualmente trasmesse molto diffuse su cui abbiamo già pubblicato approfondimenti dedicati: puoi leggere come l'HPV riguarda anche gli uomini, non solo le donne, e perché l'HIV, pur non essendo più un'emergenza acuta in Italia, resta lontano dall'essere un problema risolto a livello globale.

Le persone più colpite dalle infezioni batteriche restano le persone giovani tra 15 e 24 anni, gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e le persone con più partner. L'ISS segnala anche un aumento delle diagnosi tra le persone straniere residenti in Italia, un segnale di disuguaglianza nell'accesso alla prevenzione e alla diagnosi precoce, non di maggiore rischio individuale.

Come capire se si ha una IST: sintomi e assenza di sintomi

Molte infezioni sessualmente trasmesse non danno alcun sintomo, soprattutto nelle fasi iniziali. Questo vale in particolare per clamidia e gonorrea, che possono decorrere per mesi senza segni evidenti. Ed è proprio questa assenza di sintomi, più della loro presenza, il vero problema di salute pubblica: chi non ha sintomi non pensa di doversi testare, continua ad avere rapporti sessuali e può trasmettere l'infezione senza saperlo.

Quando i sintomi ci sono, possono includere bruciore o dolore durante la minzione, perdite genitali insolite per colore, odore o quantità, prurito o irritazione nella zona genitale, lesioni, ulcere o vescicole sui genitali o intorno alla bocca, dolore durante i rapporti sessuali, sanguinamenti fuori dal ciclo mestruale. Nessuno di questi segni, da solo, permette di capire con certezza quale infezione sia in corso: serve sempre una diagnosi clinica con test di laboratorio.

Proprio perché il sintomo non è un indicatore affidabile, il test periodico resta lo strumento più efficace per chi ha una vita sessuale attiva, specialmente in presenza di più partner o di un/a nuovo/a partner.

Quando e come fare il test

Ci si può rivolgere a diversi servizi: 

  • i consultori familiari 
  • i centri MTS presenti in molte città, i reparti di malattie infettive degli ospedali
  • alcuni servizi del Servizio Sanitario Nazionale accessibili anche senza prescrizione medica in caso di sintomi sospetti
  • enti del terzo settore e hub di comunità che effettuano test gratuiti e anonimi soprattutto per HIV.

I test variano a seconda dell'infezione: possono richiedere un prelievo di sangue, un tampone vaginale, uretrale, anale o faringeo, o un esame delle urine. I tempi di risposta cambiano da pochi giorni a un paio di settimane, a seconda del laboratorio e del tipo di analisi.

La riservatezza è o dovrebbe essere garantita: molti centri IST offrono la possibilità di accedere in forma anonima o comunque tutelata, e il personale sanitario è tenuto al segreto professionale. Nonostante questo diritto, in alcune Regioni serve la prescrizione del/della MMG e l'accesso non è sempre anonimo. Chi teme il giudizio può chiedere direttamente al centro come vengono gestite privacy e riservatezza prima di prenotare.

È importante sapere che dopo un rapporto a rischio esiste una finestra diagnostica, un periodo di tempo che varia da infezione a infezione durante il quale il test potrebbe non rilevare ancora la presenza del patogeno. Il personale sanitario del centro può indicare i tempi corretti per ogni tipo di test.

Prevenzione: cosa funziona davvero

Il preservativo esterno o interno resta lo strumento di prevenzione più efficace e accessibile contro la maggior parte delle infezioni sessualmente trasmesse, se usato correttamente e in modo costante dall'inizio e durante ogni rapporto, anche orale.

Le vaccinazioni disponibili proteggono da specifiche infezioni: il vaccino anti-HPV, gratuito in Italia per ragazze e ragazzi nel dodicesimo anno di vita e raccomandato anche oltre quell'età, e il vaccino contro l'epatite B, incluso nel calendario vaccinale nazionale.

Per le persone a maggior rischio di esposizione all'HIV esiste la PrEP, la profilassi pre-esposizione, un farmaco che riduce in modo significativo il rischio di infezione se assunto correttamente. In Italia è prescrivibile attraverso i centri specializzati in malattie infettive ed è gratuita in molte regioni italiane.

Il test periodico, oltre a essere uno strumento diagnostico, è anche uno strumento di prevenzione collettiva: una diagnosi precoce permette di iniziare la terapia in tempo e riduce il rischio di trasmettere l'infezione ad altre persone.

Nessuna di queste misure richiede di rinunciare alla propria vita sessuale o di vivere la sessualità con paura. Funzionano meglio quando vengono scelte con informazioni chiare, non con il senso di colpa.

Cosa fa Medici del Mondo sulla salute sessuale

Medici del Mondo lavora sulla salute sessuale e riproduttiva sia in Italia sia in contesti internazionali di crisi, con un approccio basato su diritti, advocacy e presenza diretta nei luoghi dove le barriere all'accesso sono più alte.

A Milano il progetto Care on the move porta sportelli SRHR fissi e itineranti nelle periferie della città, attraverso la clinica mobile di Medici del Mondo. Il servizio raggiunge i quartieri periferici e gli spazi di aggregazione giovanile, offre consulenze sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi, ed è affiancato da una helpline online per informazioni, orientamento ai servizi e counselling.

Il progetto lavora in particolare con le persone tra i 14 e i 25 anni, in scuole, università e spazi giovanili, per colmare i vuoti di un'educazione sessuo-affettiva ancora poco strutturata in Italia, che espone chi è più giovane a disinformazione, stigma e rischi evitabili. 

Per domande o dubbi sulla tua salute sessuale, contattaci con la helpline di Medici del Mondo.